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Intervista a Giulio Uva


signor Giulio a scuola

Intervista a Giulio Uva, CEO di Oltremare T.O. Srl, che si è occupato in prima persona del progetto. 

Cosa spinge il Gruppo Oltremare – Caleidoscopio ad impegnarsi nel sociale?
La troppa e tangibile diversità tra le civiltà occidentali, se così le possiamo chiamare, ed i paesi del Terzo Mondo che nella maggior parte dei casi colpisce bambini innocenti. Questa disparità ci appare anche più marcata nello svolgimento del nostro lavoro quotidiano e ciò ci ha spinto di recente a cercare, nei limiti delle nostre possibilità, di ridurre questo divario a vantaggio dei bambini.

Quando e come nasce la collaborazione con l’associazione Sorridi Africa Konou Konou?
Nasce di recente da quando cioè il nostro gruppo ha assistito tecnicamente l’Associazione nelle sue due missioni annuali in Benin.

Quali sono i desideri dei bambini del Benin che il Gruppo cerca di realizzare?
A seguito della mia recente visita in Benin l’attenzione si è focalizzata sulla precarietà della scolarizzazione materna e primaria e dell’alimentazione dei bambini che frequentano la scuola quindi supponiamo che nell’ambito della scolarizzazione si possano soddisfare molti desideri.

Quali sono stati gli ultimi aiuti dati dall’associazione?
Le attività degli ultimi tempi riguardano centinaia di interventi chirurgici eseguiti e cure mediche prestate, le opere strutturali e di sostegno alla spesa corrente dei due Centri per bambini polihandicappati (Suor Sabine e Suor Julia), la donazione di importanti materiali quali apparecchi di radiologia, attrezzature per l’anatomia patologica e per la chirurgia oculistica, realizzazione di pozzi e castelli d’acqua, le immigrazioni sanitarie di pazienti non curabili in Africa, le adozioni a distanza, il sostegno agli studi universitari, il sostegno al progetto Billings per il controllo delle nascite, la formazione di due religiosi camilliani divenuti ortottisti . Una più ampia cognizione delle attività dell’associazione potrà essere acquisita dal sito www.sorridiafrica.org

Che legame c’è con l’Università Federico II di Napoli?
I rapporti con l’Università Federico II di Napoli si sono creati per via indiretta in quanto la Prof.ssa Bianca Gasparrini, moglie del Presidente Prof. Enrico di Salvo, sempre attiva con innumerevoli progetti umanitari portati a buon fine negli anni e presente in quasi tutte le missioni dell’Associazione in Benin, si é adoperata per la stipula della Convenzione tra il Comune di Abomei – Calavi, la Federico II e Lavoriamo in Africa. In quest’ottica KONOU KONOU presta la sua competenza e la sua logistica per meglio portare avanti la collaborazione. L’opera della Professoressa Gasparrini è preziosa, per finalizzare scambio di docenti e mobilità in ingresso di giovani beninesi.

Nell’ambito delle attività di scolarizzazione, che il Gruppo sostiene, quali sono stati gli ultimi obiettivi raggiunti dall’associazione nel Benin?
Il nostro gruppo ha deciso di sostenere la scuola di YEVIE nel Comune d’ABOMEY-CALAVI con i suoi due reparti: Scuola Materna e Scuola Primaria per un totale di 100 bambini per i 9 mesi dell’anno scolastico 2017/18. Il supporto del nostro gruppo prevede: portabilità e potabilità dell’acqua, alimentazione giornaliera, ristrutturazione edilizia della scuola

Il Gruppo Oltremare – Caleidoscopio prevede di intraprendere altre attività di impegno sociale?
Va precisato che l’impegno del gruppo Oltremare-Caleidoscopio s’intende su base annuale e continuativa nel senso che i bambini vengono aiutati man mano che passano all’anno successivo sino al termine del loro percorso scolastico.

Quali sono le previsioni future, a breve e lungo termine, per la già consolidata collaborazione con l’associazione Sorridi Africa Konou Konou?
È difficile fare previsioni perché gli aiuti a questo poverissimo paese non sono mai sufficienti; ci auguriamo di poter allargare la partecipazione al nostro sostegno ai nostri suppliers e perché no agli agenti di viaggio che pensano voler condividere le nostre finalità.

Da quando è iniziata questa collaborazione, ha avuto un contatto diretto con qualche bambino del Benin? Se sì, può raccontarci che tipo di esperienza è stata e quali emozioni le ha suscitato?
Nella mia recente visita in Benin sono stato particolarmente colpito dalla precaria situazione della scolarizzazione avendo visitato più di dieci strutture scolastiche ed avendo riscontrato carenze strutturali ed assistenziali per noi inaccettabili; bambini malnutriti, pochissimi maestri quindi classi numerosissime, mancanza di acqua potabile e servizi igienici pressoché inesistenti, lasciano emozioni fortissime e ricordi indelebili nella coscienza di chi le vive e non si può restare indifferenti alle loro esigenze e sofferenze.

Milano, 04 ottobre 2017